Ipazia.net

 

Valeria Del Gamba, Il ragazzo di via Panisperna

"Non solo trovo mostruoso l’uso che si è fatto e si sta facendo delle applicazioni della fisica, ma per di più la situazione attuale rende impossibile restituire a questa scienza quel carattere libero e internazionale che aveva una volta e la trasforma soltanto in un mezzo di oppressione politica e militare. Tra tutti gli spettacoli disgustosi di questi tempi ce ne sono pochi che eguagliano quello dei fisici che lavorano nei laboratori sotto la sorveglianza militare per preparare mezzi più violenti di distruzione per la prossima guerra".

Così scriveva nel 1946 Franco Rasetti, che insieme a Fermi, Amaldi, Pontecorvo e altri aveva lavorato nell’Istituto di Fisica di via Panisperna, a Roma, prima che il degenerare della situazione politica europea disperdesse quel nucleo di brillanti scienziati e portasse alcuni di loro a partecipare, negli Stati Uniti, alla costruzione della prima bomba atomica. Anche a Rasetti era stato proposto di unirsi ai progetti di ricerca sull’atomica, ma aveva rifiutato in modo deciso. E in seguito continuerà a condannare una scienza che sembra rivolta solo a fini distruttivi. Sostiene infatti che "il progresso scientifico e tecnologico sta procedendo troppo in fretta per il bene dell’umanità. Mettere tutti questi strumenti e armi di incredibile potenza nelle mani degli uomini, senza un parallelo progresso morale, è estremamente pericoloso". E aggiunge: "Credo che gli uomini dovrebbero interrogarsi di più sulle motivazioni etiche di ciò che stanno facendo. E gli scienziati, mi dispiace dirlo, non lo fanno spesso". Quanto a lui, preferisce lasciare la fisica per dedicarsi alla paleontologia.

La traiettoria umana e scientifica di Franco Rasetti è tratteggiata nel libro di Valeria Del Gamba Il ragazzo di via Panisperna. Proprio nel laboratorio di via Panisperna, tra la fine degli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta, Rasetti porterà avanti, in collaborazione con l’amico Enrico Fermi, importanti studi nel settore della spettroscopia e in quello della radioattività artificiale. Ma non riesce a limitare i suoi interessi alla sola fisica: è un osservatore curioso della natura in tutte le sue forme. A questo proposito nel libro si narra un aneddoto: un giorno i ricercatori giungono a intuire la spiegazione di un fenomeno fisico che da tempo li tormenta. Hanno bisogno però di una conferma sperimentale e per questo devono utilizzare una vasca dove Rasetti ha in corso una sua personale sperimentazione sulle uova di salamandra. La ricerca biologica viene sacrificata alle esigenze della fisica e le salamandre sono lasciate libere di fuggire altrove.

L’episodio testimonia come Rasetti fosse uno scienziato d’altri tempi, interessato a tutti i campi del sapere. Dalla fisica passerà – come abbiamo detto – alla paleontologia e non come dilettante: diverrà un esperto a livello mondiale dei fossili del Cambriano. In questa scelta c’è anche il rifiuto degli aspetti negativi della scienza odierna: la gara tra i diversi ricercatori per giungere a pubblicare una scoperta in anteprima o la segretezza su risultati che dovrebbero essere patrimonio dell’intera umanità. E soprattutto c’è la consapevolezza, come affermerà Rasetti stesso negli anni Ottanta, che “la scienza può fare molto per la guerra e praticamente niente per la pace”.

Valeria Del Gamba, autrice de Il ragazzo di via Panisperna, ha anch’essa alle spalle un’esperienza di ricercatrice nella fisica delle alte energie. Il libro, basato su una vasta documentazione, è corredato da tre appendici: la prima presenta le testimonianze vive di quanti hanno conosciuto Rasetti; le altre due sono un approfondimento dei suoi contributi scientifici.

Ipazia.net - A cura di Nicoletta Manuzzato