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Marcia Ascher, Etnomatematica

Ogni mattina le donne del Tamil Nadu, regione dell’India meridionale, tracciano sulla soglia di casa raffinati disegni realizzati con farina di riso. I kolam sono forme d’arte tradizionale che servono a dare il benvenuto agli ospiti, a scacciare gli spiriti maligni o a celebrare particolari feste. Si tratta di elaborate decorazioni che durano lo spazio di un giorno, formate per lo più da linee curve che si intersecano e si rincorrono all’infinito.

Di queste figure, collegate da schemi geometrici e logici che hanno destato l’interesse degli informatici, si parla nel libro Etnomatematica, un viaggio alla scoperta di concetti matematici diversi dai nostri, ma non meno complessi. Concetti con cui altre culture hanno risolto il problema della misurazione del tempo, delle pratiche divinatorie, dei sistemi di relazione o della costruzione di mappe. L’autrice, Marcia Ascher, ci fa fare un vero e proprio giro del mondo. Abbiamo accennato ai Tamil dell’India; ma prima di questi la Ascher ci aveva illustrato il curioso sistema di cooperazione in uso nella comunità basca di Sainte-Engrâce, nei Pirenei francesi. Le famiglie di Sainte-Engrâce si aiutano nei lavori agricoli e nei frangenti della vita in base a una complicata rotazione di compiti e di ruoli, che assicura la perfetta uguaglianza di diritti-doveri tra tutti gli abitanti.

Sono soprattutto calendari e carte geografiche a documentare le diversità culturali: sull’organizzazione del tempo e dello spazio si riflettono necessità pratiche e concezioni religiose, osservazioni del mondo fisico e visioni cosmologiche. Abbiamo così il calendario delle Isole Trobriand, i cui abitanti si affidano all’orologio interno di un particolare anellide marino, che depone le uova esattamente una volta all’anno nel periodo della luna piena. O il calendario degli antichi Maya, con i suoi molteplici cicli e il conto lungo che permette di risalire migliaia di anni indietro nel tempo. O quello dell’isola di Bali, che presuppone calcoli complicati per localizzare un giorno specifico e quindi per determinare le cerimonie e le attività da svolgere e per conoscere gli influssi positivi o negativi. Quanto alla rappresentazione dello spazio, forse l’esempio più interessante è quello delle "carte" per la navigazione a vela utilizzate fino all’inizio del secolo scorso nelle Isole Marshall e ora conservate nei musei. In realtà non si tratta di vere e proprie carte: sono fatte di foglie di palma, fibre di cocco e conchiglie e rappresentano l’interazione del vento e del mare intorno ai diversi atolli: grazie a loro i naviganti sapevano come dirigere le imbarcazioni per sfruttare al meglio la forza delle onde.

Marcia Ascher, docente di Matematica presso l’Ithaca College di New York, è tra i maggiori esperti di etnomatematica, una disciplina cui ha dedicato numerosi studi pubblicati negli Stati Uniti. Tra questi un saggio sui quipu degli Inca, le cordicelle colorate e annodate che costituivano un sofisticato sistema logico e numerico.

Ipazia.net - A cura di Nicoletta Manuzzato