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Tramonta l'ipotesi Clovis First

Oltre 15.000 tra strumenti litici (lame, punte, piccoli raschiatoi) e residui di lavorazione sono stati portati alla luce nel sito di Debra L. Friedkin, in Texas. La scoperta è stata presentata in un articolo di Science del 25 marzo, firmato da Michael Waters, della Texas A&M University, e colleghi.

I manufatti provengono da uno strato sottostante quello occupato da reperti della cultura Clovis e la loro età, determinata attraverso la tecnica della luminescenza a stimolazione ottica (che consente di fissare l'antichità del sedimento all'intorno), si aggira tra i 15.500 e i 13.200 anni. Anche lo stile degli utensili rappresenta una fase evolutiva precedente rispetto alle caratteristiche punte Clovis.

Il ritrovamento assesta probabilmente il colpo definitivo al modello Clovis First, che vedeva in questi gruppi umani - giunti dall'Asia attraverso lo Stretto di Bering circa 13.000 anni fa - i primi abitanti del Nuovo Mondo. Negli ultimi tempi l'ipotesi era già entrata più volte in crisi, in seguito all'affiorare nel continente di insediamenti più antichi. Citiamo solo il sito di Monte Verde, nel Cile meridionale, dove i resti di alghe marine trovate nei focolari risalgono a un periodo compreso tra i 14.220 e i 13.980 anni fa (Science, 9 maggio 2008). Rimangono ormai ben pochi dubbi: la data della colonizzazione americana deve essere spostata indietro di almeno 2.500 anni. (29/3/2011)

Ipazia.net - A cura di Nicoletta Manuzzato