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Retrodatata la nascita di Homo sapiens

Già da qualche tempo si ipotizzava che la data della nascita di Homo sapiens dovesse essere retrodatata rispetto a quei 195.000 anni dei reperti rinvenuti nel sito di Omo Kibish, in Etiopia. Tale ipotesi sembra ora confermata da uno studio genetico condotto dalle Università di Uppsala, in Svezia, e di Johannesburg e Witwatersrand, in Sudafrica, e pubblicato su Science. I ricercatori hanno analizzato il Dna di sette individui della provincia sudafricana di KwaZulu-Natal: tre risalenti a circa 2000 anni fa e quattro a 300-500 anni fa. Questi genomi, messi a confronto con quelli tratti dalle banche dati e provenienti da altre zone del continente e dall'Eurasia, hanno permesso di valutare il periodo in cui i diversi gruppi etnici in Africa hanno iniziato a diversificarsi: tra i 350.000 e i 260.000 anni fa. Dunque la comparsa di Homo sapiens sarebbe avvenuta prima di quanto finora ritenuto.

La maggiore antichità della nostra specie era già suggerita da nuove datazioni, effettuate dai ricercatori dell'Istituto Max Planck di Antropologia Evolutiva, a Jebel Irhoud in Marocco: una regione lontana sia dall'Africa orientale che dal Sudafrica, che hanno dato alla paleoantropologia i reperti più famosi. Dal 2004 nel sito di Jebel Irhoud, noto fin dagli anni Sessanta, sono ripresi gli scavi che hanno portato alla luce - oltre a strumenti litici e ossa di animali - resti umani appartenenti a cinque diversi individui. Tali fossili mostrano da una parte caratteristiche della faccia, della mandibola e dell'apparato dentario assai vicine a quelle degli umani anatomicamente moderni, dall'altra una morfologia più primitiva della scatola cranica. La datazione di fossili e utensili, secondo quanto pubblicato da Nature in giugno, li colloca intorno ai 300.000 anni fa. Un Homo sapiens più vecchio, quindi, e per la cui origine non è più possibile indicare un'unica culla africana.

I risultati di questi studi non fanno che rendere sempre più complicato il quadro dell'evoluzione umana. E' ormai assodato che, usciti dall'Africa, i nostri antenati si trovarono a coesistere con altre specie con le quali vi furono anche episodi di ibridazione: il Neanderthal e l'Uomo di Denisova. Ma anche in precedenza Homo sapiens non era solo: spostando la sua nascita indietro nel tempo troviamo sul territorio africano, nello stesso periodo, Homo naledi. La conoscenza di questa specie, scoperta in Sudafrica all'interno di un complesso di grotte denominato Rising Star, si è arricchita recentemente di nuovi dati grazie al rinvenimento di altri fossili (i resti di due adulti e un bambino). Secondo una datazione effettuata con diversi metodi di analisi, Homo naledi visse tra i 335.000 e i 236.000 anni fa, contemporaneamente a Homo sapiens. (7/11/2017)

Ipazia.net - A cura di Nicoletta Manuzzato