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Gli utensili di Lucy

Lucy utilizzava strumenti litici per staccare pezzi di carne dalle carcasse degli animali. Lo sostiene un'équipe internazionale di ricercatori in un articolo pubblicato sulla rivista Nature del 12 agosto (primo firmatario Shannon McPherron, dell'Istituto Max Planck di Lipsia).

L'affermazione si basa sull'esame di due ossi di animale rinvenuti nel 2009 nella regione dell'Afar, in Etiopia, su cui sono state individuate tracce dell'uso di utensili. A poche centinaia di metri di distanza era stato portato alla luce, pochi anni prima, uno scheletro parziale di Australopithecus afarensis risalente a 3,3 milioni di anni fa e appartenente a una giovane femmina, subito soprannominata Lucy's child.

I due ossi sono stati accuratamente studiati al microscopio e sottoposti a test chimici per escludere che tagli e graffi fossero stati prodotti dopo la fossilizzazione. I risultati dimostrano che si tratta di segni di macellazione effettuati con una pietra acuminata. Altre tracce rivelano operazioni di raschiatura e altre ancora percussioni con rocce smussate, forse allo scopo di estrarre il midollo.

La datazione dei due reperti, ottenuta grazie ai depositi vulcanici del sito, è stata fissata intorno ai 3,4 milioni di anni fa. Questo fa retrocedere l'uso degli utensili di almeno 800.000 anni: finora le testimonianze più antiche dell'impiego di strumenti litici risalivano a un periodo compreso tra i 2,6 e i 2,5 milioni di anni fa ed erano associate alla comparsa del genere Homo. Invece a quanto pare Lucy possedeva già tale abilità, anche se probabilmente non lavorava le pietre, ma si limitava a raccogliere e utilizzare quelle più adatte alla bisogna. E quasi certamente non cacciava, ma sfruttava l'opera di altri predatori. Comunque poteva abbandonare la protezione della foresta per avventurarsi nella pianura in cerca di cibo, come si può desumere dal fatto che gli ossi appartenevano a due grossi mammiferi.

L'attribuzione ad Australopithecus afarensis della capacità di utilizzare strumenti colma in parte una lacuna che gli specialisti avevano rilevato: gli utensili, relativamente raffinati, prodotti dai primi rappresentanti di Homo fanno presupporre l'esistenza di fasi precedenti, dalla semplice ricerca delle pietre più appuntite alla scoperta dei sistemi per renderle ancora più taglienti. I paleoantropologi sperano ora in ulteriori ritrovamenti per documentare questo fondamentale passaggio. (2/9/2010)

Ipazia.net - A cura di Nicoletta Manuzzato