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La guerriera vichinga

Gli stereotipi di genere possono trarre in inganno anche gli archeologi. Negli anni Ottanta del XIX secolo nella necropoli di Birka, in Svezia, venne portata alla luce la tomba Bj 581, ben presto destinata a diventare una delle più note dell'epoca vichinga. Risalente alla metà del X secolo d.C. e posta in posizione prominente, era sempre stata ritenuta la sepoltura di un importante capo militare. Sembrava confermarlo il corredo funerario: spada, ascia, lancia, coltello, due scudi, arco e frecce che potevano perforare un'armatura, due cavalli (una giumenta e uno stallone) e le pedine di un gioco di tattica e strategia.

In realtà qualche dubbio era sorto già negli anni Settanta, quando dai primi esami delle ossa erano emerse caratteristiche femminili. Ma sebbene fossero già noti casi di donne vichinghe sepolte con le loro armi, la rilevanza della tomba Bj 581 e il ricco corredo, che indicavano un personaggio di alto rango, avevano indotto la maggior parte degli studiosi a scartare questa ipotesi. E le figure di bellicose guerriere che combattevano a fianco degli uomini, tramandate dal patrimonio poetico e artistico del primo Medio Evo, erano state considerate semplici mitologie.

Un esame osteologico realizzato nel 2014 aveva comunque ribadito i dubbi del precedente. Era necessario dunque ricorrere alla prova definitiva, l'esame del Dna. I risultati della ricerca, condotta dalle Università di Uppsala e di Stoccolma sotto la guida di Charlotte Hedenstierna-Jonson e pubblicati sull'American Journal of Physical Anthropology, non danno adito a dubbi: i resti trovati nella tomba Bj 581 appartendono a una persona di sesso femminile. Si è potuto anche constatare la sua affinità genetica con le attuali popolazioni del Nord Europa.

La città di Birka, che sorge sull'isola di Björkö, nel lago Mälaren, fu tra l'VIII e il X secolo un importante insediamento vichingo. I suoi abitanti erano commercianti, artigiani e guerrieri. Nel 1993 il sito archeologico di Birka è stato dichiarato dall'Unesco Patrimonio dell’Umanità. (15/9/2017)

Ipazia.net - A cura di Nicoletta Manuzzato